L’imbarazzo degli assessori e i reali costi della politica a Saonara


I reali costi della politica
Esempi di altri comuni.

I numeri, come si sa, non mentono mai. Per questo sono molto stupito che le cifre ampiamente note che ho riferito sullo stipendio del Sindaco (desideroso di diventare Presidente del prossimo Consiglio Comunale) abbiano sollevato un certo scalpore anche fra i politicanti nostrani. Credo che questo derivi da una scarsa informazione e per questo riprendo l’argomento in maniera più precisa.

Quanto vale l’indennità del Sindaco a Saonara? È presto detto. Basta andare sul sito internet del Comune e con un po’ di fatica si arriva ai dati. Nel 2019 il Sindaco ha percepito un’indennità lorda mensile di 2.872 euro, 34.470 euro lordi annui. Lo stipendio massimo del Sindaco è stabilito dalla legge ed è basato sul numero di abitanti. Saonara si trova di poco al di sopra della fascia tra i 10.000 e i 30000. Si tratta sempre di un valore massimo che può essere volontariamente ridotto. Per fare un esempio, il sindaco di Piove di Sacco, un Comune che è il doppio di Saonara, percepisce un’indennità mensile più bassa, 2.788 euro come quello di Ponte San Nicolò. Per fare un caso saonarese, il Sindaco Antonio Schiavon percepiva il 75% della sua indennità massima (vado a memoria).

E un assessore, come se la passa? Anche qui nessun mistero. La legge prescrive che l’indennità di un assessore sia pari al 45% di quella del Sindaco. Ma le cose non si fermano a questo punto. Se l’assessore, e qui forse è nata una confusione, è un lavoratore dipendente oppure un pensionato, questo 45% teorico è ridotto della metà (per legge quindi e non per una presunta generosità personale come qualcuno va dicendo in malafede per creare confusione). In effetti sul sito del comune di Saonara si legge che un assessore percepisce una indennità mensile di 646 euro lorde e annuale di 7.775 euro (ovvero il 45 % di quella del Sindaco). Si tratta sempre di un valore massimo e in molti Comuni gli assessori (e i sindaci) si sono ulteriormente ridotta, oppure anche azzerato, per emotivi ideali l’indennità di carica. Dai dati del sito del nostro Comune non mi risulta che questo sia accaduto a Saonara

Quindi il problema non sono le indennità, modeste, degli assessori ma semmai quella molto elevata del Sindaco in rapporto alla classe demografica del nostro Comune. Quando in Consiglio Comunale nel lontano 2013 Francesco Arnau propose una riduzione della indennità del Sindaco, W.S rispose in maniera poco elegante come mai il professore non proponesse anche la riduzione del suo stipendio. Battuta molto infelice: nessuno può pensare che la indennità di carica di un Sindaco possa essere equiparata ad uno stipendio professionale. La politica a livello comunale non serve per creare dei posti di lavoro discretamente pagati.

Non vorrei essere stato frainteso e messo tra i populisti. I costi della politica a Saonara non sono quelli delle indennità di carica degli assessori e del Sindaco, esagerata ma sempre nei limiti di legge. Come ho cercato spesso di chiarire, i veri e insopportabili costi della politica sono ben altri, cioè quelli che derivano da scelte sbagliate, inopportune e incomprensibili, ma molto costose per le casse comunali. Il recente ricorso al Consiglio di Stato perso malamente ne è una prova lampante.

Ed è per questi costi che gli assessori di Saonara dovrebbero sentire un fortissimo imbarazzo, e non perché qualcuno, magari al bar o in piazza, sta facendo delle polemiche sulle loro magre indennità. Qualcuno in questa Amministrazione ha già tratto le dovute conseguenze e si è dimesso coraggiosamente da Vicesindaco. Aspettiamo che altri seguano questo esempio prima che la barca affondi definitivamente. Sempre nell’interesse dei cittadini.

Saonara, 11 ottobre 2020
Prof. Mario Pomini

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