Le bugie hanno le gambe corte, anche a Saonara

Le bugie hanno le gambe corte

Bocca della verità
Bocca della Verita, The Mouth of Truth, Church of Santa Maria in Cosmedin in Rome, Italy

In un recente articolo della Redazione su questo blog che faceva una interessante analisi delle elezioni passate, il portavoce del Sindaco mi ha rivolto la sua attenzione polemica nel consueto tentativo di screditarmi, nonostante io non sia l’autore del testo. Non voglio scendere sul piano di una polemica personale perché non è mia abitudine. Invece voglio concentrarmi su due punti di carattere generale che forse possono interessare tutti i cittadini. Il primo è che R. D. afferma di non essere stato involontariamente rimosso dalla prima Giunta Stefan nel 2014. Il secondo è ancora più interessante, perché riguarda il valore che i politicanti nostrani danno al rispetto delle istituzioni e al principio di legalità.

I punti importanti

Venendo alla prima questione, R. D. è stato costretto a dimettersi dalla Giunta Stefan oppure, come lui sostiene, questa è solo una montatura dei suoi avversari, magari anche del sottoscritto? Qual è la verità? Qui siamo fortunati perché la risposta è molto semplice. Se uno avesse tempo potrebbe guardarsi i verbali del Consiglio Comunale.

Nel 2014, con la mia uscita di Giunta, W.S. ha subito cooptato R.D.. In Consiglio Comunale abbiamo avvisato il Sindaco che questa nomina era illegittima perché l’anno prima era entrata in vigore la legge sulla parità di genere, che impone che ciascun sesso sia rappresentato almeno per il 40%, e in Giunta c’era una sola donna. Il sindaco Stefan rispondeva in maniera arrogante che lui tirava dritto per la sua strada, violando palesemente il fondamentale principio di legalità.

Com’è andata veramente…

A questo punto il sottoscritto, F.A. e A.D. abbiamo proposto a nostre spese un ricorso al TAR e dopo un anno i giudici hanno stabilito che avevamo pienamente ragione, che la nomina era illegittima e che l’assessore doveva essere sostituito. Il Comune ha perso, versato migliaia di euro di spese legali e in Giunta è arrivata Elisabetta Maso. Questi sono i fatti. Quindi, è vero che R.D. se ne è andato dalla Giunta non per sua volontà ma è stato rimosso in forza di una sentenza di un tribunale. Molti suoi colleghi di altre Amministrazioni nella sua identica situazione semplicemente si sono dimessi prima, senza fare molte storie. Ma a Saonara è stato necessario scomodare i giudici amministrativi e spendere un po’ dei soldi dei cittadini.

Nel post citato, c’è qualcosa di ancora più deleterio. R. D. afferma che quella del TAR è stata, cito, “una assurda interpretazione che ha cambiato le regole in corso”. È umano, quando si perde in un giudizio, prendersela con i magistrati. Ma cosa vuol dire che l’interpretazione è stata assurda? Possiamo pensare invece che la sua personale interpretazione sia molto più credibile di quella di tre magistrati che ogni giorno fanno il loro lavoro? E poi quali sarebbero state le regole in corso violate dal TAR? Se la legge cambia per stabilire nuovi principi, la nuova normativa va rispettata. Non è che uno può usare le vecchie regole perché gli sono più convenienti. Certo anche i magistrati a volte sbagliano, ma per questo c’è un secondo grado di giudizio. È molto triste che un ex sindaco ed ex assessore attacchi sui social il lavoro dei giudici in questo modo. Un amministratore pubblico dovrebbe per prima cosa rispettare le istituzioni ed il principio di legalità, che non è un optional nemmeno a Saonara.

Conclusioni

Ci sono bugie che vengono ripetute spesso e in questo modo vengono spacciate per verità. Forse è per questo che i vecchi politicanti di Saonara continuano a somministrare menzogne e false rappresentazioni, anche quando sono facilmente smascherabili. Ma chi li ascolta ormai? I cittadini sono molto infastiditi da questi giochetti e molto ben informati. Anche a Saonara le bugie hanno le gambe corte, per fortuna.

PS. Per chi fosse interessato posso fornire una copia della sentenza in questione.

Saonara 10/10/2021

                                                                         prof. Mario Pomini


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